sabato 22 agosto 2009

TEATRO


MENA MENA DIONISO!

Commedia brillante in due atti
Sulla commedia
“MENA, MENA Dioniso”!


I miti greci

DIONISO: dio della gloria e del benessere fisico, protettore dei vigneti.
APOLLO: dio della luce e della verità, protettore del cosmo.
EBE: dea della giovinezza e dispensatrice di Ambrosia, bevanda degli dei.
ARTEMIDE: gemella di Apollo e dea della caccia e della natura, protettrice delle giovani fanciulle.
ARIANNA: famosa per il filo con cui aiuta Teseo ad uscire dal labirinto di Dedalo, è la sposa di Dioniso.
SEMELE: madre di Dioniso, figlia del re Cardo e della regina Armònia, sovrani della Tracia.
MUSE: sono nove, Melpomene, Tersicore, Talìa, Callìope e ancora Euterpe, Erato, Clio, Urania, Polimnia.
SILENO: satiro dei boschi figlio del dio Pan e precettore di Dioniso.
MENADI: adepte del dio Dioniso.
CRANOTENE: fedele servitore di Sèmele.


La commedia

La commedia ha toni satirici, ma non vuole essere una provocazione anzi un invito a guardare alle “cose della vita” con più ironia e leggerezza. I vari personaggi hanno assunto il loro ruolo con una estrema naturalezza sulla carta e interpretarli, credo, sia stata una esperienza divertente!
Nella realtà i sistemi di vita sono intricati e difficili da spiegare ma sempre e comunque influenzati da compromessi. Sul palco, attraverso la finzione, la realtà appare più accettabile. I compromessi possono essere tollerati solo a patto e condizione che, almeno, non venga intaccato il libero arbitrio, dono indiscusso di Dio. Nella commedia si valorizza la libertà di parola e di pensiero che, purtroppo, spesso vengono inibiti e repressi dalle condizioni sociali e culturali in cui si vive.
Il quartiere di Dioniso, strano luogo in cui, apparentemente, regna il caos e la dissolutezza, considerato come il paese della cuccagna dai nuovi arrivati, tanto che è pieno di stranieri, non è immune dai compromessi. Qui, dove la libertà di parola sembra ammessa per i comuni mortali, esiste, come ovunque, il compromesso che assume varie forme come celare la propria fede o contenere l’intelligenza e che ha lo scopo di mantenere, paradossalmente, un ordine delle cose, poiché “er disordine del disordine” che Dioniso crea è una doppia negazione che conferma il suo personale ordine sociale. La superiorità di colui che nella società ha un ruolo dirigenziale diviene autorevolezza se usata nel rispetto del libero arbitrio al contrario diviene tirannia. Ecco che il quartiere di Dioniso è aperto a tutti coloro che sfuggono dalla prigionia della società tiranna a condizione che siano in grado di riconoscere l’autorevolezza del dio. “Un dio bono de core“ sì, ma sempre un dio!
Morale: dove vai è mondo e paese, sei tu, con il tuo atteggiamento verso la vita e verso gli altri a creare o ad abbattere le mura.

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