martedì 21 dicembre 2010

Festival di Regia Internazionale Fantasio Piccoli 2010

A Mesagne le selezioni per il festival internazionale di regia teatrale

Scritto da Giuseppe Messe il 27 ottobre 2010 –

Tornano anche quest’anno le selezioni territoriali di Puglia per il Festival Internazionale di Regia Teatrale, premio “G. Corradini” e premio “F. Piccoli” Trento. Il festival, giunto ormai alla XIII edizione, è nato con lo scopo di stimolare sempre nuovi talenti registici in campo teatrale. Attualmente è strutturato in 12 sedi territoriali nazionali e 6 sedi territoriali estere, in Germania, Francia e Spagna. Nelle sedi territoriali si svolgono le selezioni che daranno accesso prima alla finale nazionale che si terrà a Genova e in seguito alla finale internazionale a Trento.



Sono sei i registi che a dicembre si contenderanno il diritto di accedere alla finale nazionale di Genova e successivamente alla finale internazionale di Trento: Alfonso Piccirillo di Pietramontecorvino (Foggia), Osvaldo Angelillo di Gioia del Colle (Bari), Federico Passariello jr di Taranto, Maria Adele Popolo di Nova Siri (Matera), Enrica D’Alò di Donnici Sup. (Cosenza), Virgino Gallo di Amantea (Cosenza).

Il tema che quest’anno i registi sono chiamati a mettere in scena, nel tempo assegnato di 18 minuti, è “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare.

Le selezioni si svolgeranno alle ore 19.30 il 28 ottobre e il giorno dopo alle ore 21.00 presso il Teatro Comunale di Mesagne. Il 30 Ottobre, con inizio alle ore 20.00, la serata di premiazione sarà preceduta da uno spettacolo presentato dall’A. C. “Theatralia”: “Tango, Monsieur?” di Aldo Lo Castro.

Con il coordinamento di Cesare Pasimeni, anche altre associazioni sono attualmente impegnate nella fase organizzativa del festival: “Meridiani Perduti” di Brindisi, “Misciagni Nuestru”, “Schegge d’Ortaet” di Bari.

Importante l’apporto ed il sostegno dell’assessorato Cultura e Spettacolo. Oltre a Mesagne hanno concesso il loro patrocinio la Regione Puglia, l’Università del Salento, dipartimento Lingue e Letterature Straniere e il Teatro Pubblico Pugliese. Va registrato anche il positivo interessamento della Federazione Italiana Teatro Amatori.

È in fase organizzativa anche la partecipazione di giovani studenti delle scuole superiori, con la creazione di apposita giuria che assegnerà un suo specifico “Premio”. La “giuria tecnica” che sceglierà il regista vincitore della selezione, vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo teatrale e culturale. L’ingresso al pubblico sarà libero.

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lunedì 13 dicembre 2010

Altri Sogni 02 è in vendita!!!

Altri Sogni 02 è online. Lo trovate qui:

http://www.dbooks.it/libreria/scheda/81/9/fantasy-e-fantascienza/altrisogni-02.html

È finalmente uscito il secondo numero di Altrisogni, magazine digitale dedicato alla narrativa di fantascienza, horror e weird italiana. Aprono le danze le Notizie, con novità dal panorama editoriale nostrano, riconoscimenti di talenti, nuove pubblicazioni e occasioni per scrittori. La redazione di Altrisogni ha intervistato per questo numero Adriano Barone, narratore eclettico, sceneggiatore di fumetti ma anche scrittore, autore del romanzo Il ghigno di Arlecchino, pubblicato nella collana Wyrd di Asengard Edizioni. Successivamente troviamo la prima puntata di un vasto articolo di approfondimento sulle tecniche di scrittura per i racconti fantastici dei generi trattati da Altrisogni, con consigli, esempi ed errori da evitare. Completano la rivista le Recensioni di sei volumi di narrativa italiana e le Suggestioni su fonti di ispirazione e strumenti per i nostri autori. La novità del secondo numero di Altrisogni è la nuova procedura per inviare i racconti in visione alla redazione.


Altrisogni cresce e si amplia: i racconti del secondo numero passano da otto a dieci, tutti inediti. Gli autori sono Francesca Angelinelli, Valentino G. Colapinto, Matteo Cortini in coppia con Leonardo Moretti, Mirko Dadich, Riccardo Falcetta, Anna Giraldo, Gabriele Lattanzio, Alfredo Mogavero, Maria Adele Popolo e Tanja Sartori. La copertina e i disegni interni sono realizzati dal valente Ettore Biondo.



La rivista

Altrisogni è una rivista digitale dedicata alla narrativa fantastica. Si occupa di fantascienza, horror e weird. Composta da una parte redazionale e una letteraria, propone articoli di approfondimento e interviste ad autori, notizie, recensioni e suggestioni. Pubblica racconti inediti lunghi fino a 35.000 battute, di autori italiani esordienti o affermati. La copertina e le immagini a corredo dei racconti sono realizzate da illustratori italiani.

Per informazioni, contatti o per proporre materiale illustrativo e racconti, è possibile raggiungere la redazione all’indirizzo email altrisogni@dbooks.it



Acquistando la rivista si ottengono tre diversi formati di file

- un file PDF con tutto il magazine dalla prima all’ultima pagina, leggibile tramite PC, portatile o tablet

- due file ePub per smartphone e lettori ebook contenenti tutti i racconti e i principali articoli della rivista.

- due file Mobipocket per smartphone e lettori ebook contenenti tutti i racconti e i principali articoli della rivista.



In questo numero

- Altrisogni intervista Adriano Barone, autore di Carni (e)strane(e) e Il ghigno di Arlecchino

- Approfondimento: cosa fare o cosa non fare per scrivere racconti horror, sci-fi e weird efficaci

- La nuova procedura per inviare i racconti alla redazione



Racconti brevi

- La venuta, di Matteo Cortini e Leonardo Moretti

- Succo di vita, di Maria Adele Popolo

- La stanza di Miku, di Tanja Sartori

- Rosso, di Mirko Dadich

- Errore di valutazione, di Francesca Angelinelli



Racconti lunghi

- Il cerchio, di Anna Giraldo

- La morte sa leggere, di Valentino G. Colapinto

- Di amore e di morte (la ballata del mezzosangue), di Gabriele Lattanzio

- Limbo, di Riccardo Falcetta

- Le notti in giardino, di Alfredo Mogavero



...e in aggiunta, novità, recensioni, suggestioni.

giovedì 9 dicembre 2010

Come Artemisia



Gli otto racconti contenuti in questa raccolta sono diversi per contenutoe genere, ma in qualche modo collegati tra loro da fili diuna memoria antica e fantastica, dove la realtà e i sogni si confondonoe si amalgamano. Come l’artemisia genera l’assenziodorato esalante fumo assuefacente, così la memoria da ricordiannebbiati riporta alla luce fantastiche chimere. Ognuno dei raccontiè figlio sia dell’immaginario, sia del vero, come del resto lo è l’uomo.
“Come Artemisia” è la prima pubblicazione.
Tra i racconti inclusi in questo volume:“Il Lago”, premiato al concorso letterario “Moicarte 2006”, selezionato al concorso “Trifolium 2008” e pubblicato in una raccolta di autori vari acura della Caravaggio Editore; “Soffi di Terra”, premiato al concorso letterario“Moicarte 2007”; “Vico degli Ebrei”, segnalato al concorso di artivarie “Corti Nosce 2007”.

Per acquistarlo contattatemi:

mariadelepopolo@teletu.it


domenica 5 dicembre 2010

Invictus "Invincibile"

A tutte le anime perse, che possano ritrovare la speranza!


Invictus



Dal profondo della notte che mi avvolge,

buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,

ringrazio gli dei chiunque essi siano

per l’indomabile anima mia.



Nella feroce morsa delle circostanze

non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.

Sotto i colpi d’ascia della sorte

il mio capo è sanguinante, ma indomito.



Oltre questo luogo di collera e lacrime

incombe solo l’Orrore delle ombre,

eppure la minaccia degli anni

mi trova, e mi troverà, senza paura.



Non importa quanto sia stretta la porta,

quanto piena di castighi la vita.

Io sono il padrone del mio destino:

io sono il capitano della mia anima.






La poesia, del poeta inglese William Ernest Henley (1849-1903) da il titolo al film su Mandela, "L’invincibile" di Clint Eastwood. Viene infatti usata da Nelson Mandela prima per se stesso allo scopo di alleviare gli anni della sua prigionia durante l’apartheid, e poi per incoraggiare il capitano della squadra sudafricana di rugby François Pienaar.






sabato 4 dicembre 2010

L'uomo dal Campanello d'Oro

L’uomo dal campanello d’oro


di Lavinia Scolari



Libro d’esordio della Scolari. Genere Fantasy.

Descrizione del libro: C'era un tempo in cui le creature del mito popolavano le Stanze del Mondo, finché il Tempo stesso non le sommerse, addormentandole. Ma il tintinnio di un campanello le ha risvegliate e il Signore del Caduceo ha sollevato il capo. Quattro ragazzi si scontrano con un altrove di cui il mondo è solo un riflesso. Nel susseguirsi delle voci narranti, il viaggio tra mito e sogno li porterà a varcare la soglia della loro stessa comprensione, a scoprire di non essere mai stati quelli che credevano. E sullo sfondo un uomo silenzioso guarda tutto e attende, lasciando oscillare il suo campanello d'oro.



“Verrà qualcuno questa notte, qualcuno che aspetto da tempo. Me lo ha

sussurrato il vento che ha corso sulla spuma dei flutti sino al mio

orecchio. Mi è stato ordinato di condurlo qui, sulla soglia del mare,

perché si risvegli.

Ho sollevato la mano fendendo l’aria di cristallo: solo allora il vento ha

taciuto i suoi segreti e il mare si è assopito, ma io ne posso sentire

ancora i chiassosi ruggiti.

Il cielo si vela di nubi rarefatte. Che nessun astro risplenda in questa

notte nera, e nessuna luce mostri la via a chi l’ha perduta.

Sono in attesa.

Presto ti desterai dal tuo sonno e verrai da me.”



Così inizia questo libro, con una scrittura antica, ritmata, cadenzata come le onde del mare. Una scrittura poetica e simile ai canti greci e a questo il libro tende a somigliare, un poema.

Devo ammetterlo la descrizione del libro e l’inizio mi piacciono molto e continuando a leggere anche le successive pagine, lo stile e la scrittura, ottimi. L’autrice è molto talentuosa non ci sono dubbi. Continuo a leggere affascinata dalla intrigata trama e dai personaggi misteriosi e accattivanti. Soprattutto mi piace l’idea dell’io pensante, se così si può definire, ogni personaggio parla in prima persona e parla pensando. Sono i loro pensieri ad arrivare al lettore, attraverso una sorta di copione teatrale, perciò mi piace, e penso anche che sarebbe davvero interessante mettere in scena questo lavoro. Chissà! Leggo i pensieri degli attori, conosco la loro personale trasposizione della realtà, una sorta di proiezioni geometriche tridimensionali di ciò che vedono, di chi incontrano e di come vivono diversamente le stesse azioni. Personaggi fantastici, una sorta di chimere tra uomini del presente e miti del passato. Il libro da Fantasy trasmuta in Mitologico!

I protagonisti si ritrovano ad un crocevia, un incrocio formato da quattro vie che convergono in un unico punto, formando quattro angoli retti. Si incontrano, si riconoscono, si uniscono pronti ad affrontare il mondo.

Incontreranno la maga Circe e I Signori del Sonno, Morfeo e Fantaso. Incontreranno loro stessi di un tempo passato di cui rappresentano il riflesso: Leandro, Ero, Cassandra, Glauco… Chi conosce i poemi mitologici saprà bene chi sono. Io sono appassionata di mitologia, quindi lo so chi sono. Non ho problemi a leggere e a riconoscere le loro storie, ma una domanda sorge spontanea, perché proprio loro? Di sicuro ce ne sono di miti più noti alla massa. Comunque credo fermamente nel fatto che l’autrice sa il fatto suo e ci spiegherà anche il perché della scelta… proseguendo nella lettura.

Torno ai ragazzi.

Quattro ragazzi, tutti con un passato antico e sconosciuto, dimenticato, meglio dire addormentato dal Signore del Sonno e dal Signore del Tempo, un passato mitico assopito in un recesso della loro anima, in una stanza del tempo passato chiusa e nascosta e separata dalla stanza del tempo attuale a creare l’equilibrio che governa il mondo. Qualcosa o qualcuno ha però deciso di rompere questo equilibrio, di risvegliare i miti dormienti, di riaprire la stanza del tempo e soprattutto di impossessarsi del potere del Signore del tempo. A questo punto la voglia di arrivare in fondo è tanta, anche se seguire i pensieri dei protagonisti comincia ad essere piuttosto pesante, ma vado avanti tanto il libro è corto.

Il libro da Mitologico trasmuta in Giallo, un personaggio misterioso, ambizioso e malvagio si aggira tra le pagine del libro, ma chi è?

Finalmente, dopo avere sospettato di Nereo, di Morfeo, di Fantaso, di Circe, di tutti i vari personaggi che da quel crocicchio sono scaturiti, la matassa si dipana quando scopro che il “cattivo” è un dio dell’antica Grecia, che mai avrei sospettato, data la sua fama di dio bello e che non porta pena! Il dio messaggero, Ermete è lui che è riuscito a rubare al signore del tempo il campanello d’oro, arnese magico in grado di risvegliare i miti. Con tale campanello egli ha soggiogato potenti creature come Circe e Fantaso che lo hanno aiutato a convogliare i ragazzi al crocicchio senza tempo e condurli al punto d’incontro finale: l’Antro.

Mi fermo un attimo, c’è qualcosa che mi sono persa… o mi sono persa io tra le pagine di questo libro. Perché Ermete? La presenza dei signori del sonno è chiarissima, ma Ermete? Perché lui? Torno indietro di una decina di pagine e rileggo tutto. Non è chiaro. Forse andando avanti si chiarirà il motivo di alcune scelte fatte dall’autrice. Una autrice così attenta e brava, preparata e colta, indubbiamente, come queste pagine dimostrano, deve avere avuto un motivo per avere fatto alcune determinate scelte.

Continuo a leggere e incontro Iride, altra complice di Ermete, eletta a custode delle lacrime di zircone tolte ai miti risvegliati. Iride, però, tradisce Ermete alleandosi nascostamente con il Signore del tempo, il vero signore del campanello d’oro il quale compare alla fine mettendo tutto al suo posto: distrugge Ermete, riconquistando il campanello con il quale lo rimanda nel sonno eterno così pure i miti risvegliati, ad eccezione di Cassandra, che rimane a vivere nello stesso spazio temporale di Fantaso, Morfeo e Iride, una sorta di spazio descrivibile come lo spazio dei sogni.

Possiamo dire tutto è bene quel che finisce bene.

A questo punto il libro finisce, certo non ho descritto tutto quello che è il contenuto, anche perché non è facile farlo. Il libro è davvero strano. Bello e strano, ma a mio avviso, lascia molti punti interrogativi, almeno a me, il più importante è: ma qual è il messaggio? Cioè di cosa realmente parla questo libro? Del tempo che scorre inesorabile e ai voglia a volerlo governare, se neppure Ermete e tutte le divinità ci sono riusciti? Della perdita della cultura, della mancanza di passione per la mitologia?

Della continua ricerca del divino in ognuno di noi? Della speranza che ci sia da qualche parte del nostro corpo mortale, anche in una minuscola cellula, in un fugace riflesso di immagine negli occhi, in un lontano pensiero, una speranza di immortalità.

Se questo libro mi ha dato lo spunto per tutte queste riflessioni non mi resta che dire che Lavinia Scolari ha raggiunto il suo scopo, almeno con me, ma la curiosità del perché certe scelte mi è rimasta.

Comunque bel lavoro. Complimenti.

venerdì 3 dicembre 2010