mercoledì 28 aprile 2010

venerdì 23 aprile 2010

MERAVIGLIE DELL'AMORE


*Meraviglie dell'amore"

Un unico pensiero
in questa breve notte
scorre
lentamente
ti carezza
ti solleva
per farti ascoltare
le meraviglie dell'amore...
uno accanto all'altra
e riempirti
di gioie
senza tempo
perchè uniche...
Tu ed io
io e te
ed impregnarci
del nostro amore...

Federico Negro

giovedì 15 aprile 2010

La Luna


di Federico Negro


La luna
distesa nel suo divenire
in quest’ultima notte
ha vegliato su di te
per legare
quei gradevoli momenti
di ritrovata serenità.
Ha condiviso
assunti desideri
in uno spazio temporale
di indubbia realtà.
Ha compiuto
crescenti armonie
per un appagamento
soddisfacente e luminoso.

© copyright Federico Negro

Della Faccia una Maschera

ovvero La Divina Giustizia
di Maria Adele

Racconto Brevissimo pubblicato online su:

http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=racconti&id_racconto=58

e qui:

- Come la vuoi la faccia? –
Fu l’unica esplicita domanda che Dio fece ad Adamo dopo avergli fatto tutto il resto a sua immagine e somiglianza, compreso gli attributi maschili, che Dio e’ maschio di sicuro. La domanda a bruciapelo spaesò l’ignaro neonato che, non avendo ancora una faccia, non pote’ esprimere appieno attraverso lo sguardo e la mimica facciale, appunto, la sua perplessità. Per cui si vide costretto a rispondere. Un suono stridulo e metallico uscì da una epiglottide nuova di zecca, appena forgiata dalla mano di Dio! Tutti gli abitanti dell’Eden smisero all’unisono di verseggiare, spaventati da quel suono abiotico! Persino Dio strabuzzò i grandi occhioni blu, indubbiamente, e si grattò rumorosamente la folta barba cotonata di fresco.
Il cuore novello di Adamo batteva così forte che si sentiva fino all’altra parte del cosmo, e rivelò quanto altrettanto atterrito fosse persino lui.
- Ho sbagliato qualche ingrediente con te, uomo? Come mai verseggi così orridamente? Eppure dovresti essere il migliore di tutti, ti ho plasmato con la migliore argilla a mia immagine.-
Adamo ci riprovò sforzandosi di sillabare un verso che fosse comprensibile al suo creatore e a se stesso. Questa volta emise un sibilo lieve, simile ad un sospiro che si trasformò in un gorgheggio esofageo, e ruttò sfacciatamente in faccia a Dio Onnipotente il quale fece una evidente smorfia di disgusto e di sdegno.
- Oh basta. Che cosa c’e’ che non va?-
Lo osservò meglio strabuzzando gli occhi, non voleva ammetterlo, ma era un tantino ipermetrope.
- Ma certo. Non hai ancora le labbra! Ti ci vuole una faccia. Una bella faccia… Parlami con il pensiero che tanto ti sento lo stesso e fai meno danno.-
Ah, pensò Adamo, e potevi dirlo prima no?! Adamo parlò a Dio Onniveggente attraverso il flusso dei suoi pensieri.
- Mio Signore, Tu mi chiedi come voglio la faccia? Beh, dipende…-
E Dio, con il pensiero rispose.
- Dipende? Da che cosa dipende?-
E Adamo pensò
- Dalle situazioni, mio Dio.-
E Dio pensò
- Le situazioni? Quali situazioni?-
E Adamo ripensò.
- Le situazioni in cui mi verrò a trovare, mio unico e solo Dio. -
E Dio ripensò.
- Facciamola finita con sto tira e molla se non finiscono le battute, e pensa chiaro!-
E Adamo rigettò un fiume di pensieri.
- Sul posto di lavoro, con i colleghi e il capo ufficio, ci vorrà una faccia da ebete. Con gli amici, la famiglia, le persone con cui condividerò momenti piacevoli e interessi in comune, ci vorrà una faccia beata. Con gli stessi amici, la famiglia, le persone con cui condividerò momenti spiacevoli e divergenti, ci vorrà una faccia astiosa. Ai funerali ci vorrà una faccia contrita e triste. Alle feste ci vorrà una faccia allegra. Con i miseri e i derelitti ci vorrà una faccia patetica. Con gli arroganti e i prepotenti, ci vorrà una faccia ammonitrice. Con i fanciulli ci vorrà una faccia amorevole. Con la mia femmina, a proposito mio Unico e Solo Dio, avrò una femmina, vero?... beh con lei ci vorranno tre facce: una desiderosa per prima, una dissoluta per durante, una appagata per dopo. E poi ci vorrà…-
E Dio, scocciato a morte da quel flusso di “ci vorrà e ci vorrà” rigettò un ultimo pensiero.
- E basta, santiddio! E ti ho appena concreato e hai tutte queste pretese! E chi me lo ha fatto fare! Ti rigetterei volentieri nel fondo del fiume da dove ti ho preso: argilla eri e argilla ritornerai! Ma siccome sono Dio, l’Onnipotente e non lo posso fare, se no mi tocca riscrivere tutta la storia della umanità! E che si fa?-
Poi gli occhi di Dio brillarono di una luce divina, come solo lui poteva fare, a dichiarare che aveva avuto una idea geniale, che solo un Dio Onnipotente come lui poteva avere. Prese una manciata di argilla plastica, una argilla speciale che solo nell’ Eden si trova, plasticò un modellino, come solo un abile Dio plasticatore sapeva confezionare, ci soffiò sopra l’alito vitale e creò!
- Ho trovato! Ecco a te, maschio incontentabile di uomo. Una faccia di circostanza. Cangiante come gli eventi e i pensieri. Una maschera dotata di poteri quasi divini… Mutevole e malleabile. Ora non ti voglio più sentire, per almeno una settimana. Va, figlio mio e sii felice, ho fatto della tua faccia una maschera. Il mio capolavoro!

martedì 13 aprile 2010

'A paura 'e campà



A chesta età s'accumienza a sentì a paura 'e murì.
A chesta età se sente 'o corë ca battë cchiù forte 'e primma.
A chesta età s'appannanë l'uocchië e se vedeno 'e fantasmë
aqquattatë dinto 'e stanzë vacantë e friddë.
Pe’ me a chesta età accumienza 'a paura 'e campà.
Dinto a ‘sta cammarella stritta e scura, co' 'sta fenesta chiusa.
Senza tendine, senza colore... senza calore.
Senza nu vaso chino 'e sciurë 'ncoppa 'o davanzalë.
Campà accussì è peggio ca murì.
A morte è morte e nun po’ fa’ paura,
ma sta vita triste e sula
me schiatta ‘o corë e me leva ‘o sciato!
M’ affoca!

‘O scuro!

‘O sudore scennë p’a schiena,
commë a na lengua fridda e ummeda.

‘O sientë ‘o rumorë ro silenzio!
‘O sientë ‘o friddo r’ abbandono!
‘O sientë ‘o terrore e ‘o dulorë!

‘A paura ‘e campà me fa’ murì!

Teatro di Commedia

Teatro di Commedia

lunedì 12 aprile 2010




"La consapevolezza della realtà lascia sempre frastornati, in uno stato di stupore doloroso"
Maria Adele

... questa è realtà... o illusione?

venerdì 2 aprile 2010

PREMIO LETTERARIO " LE PIERIDI"

L'Associazione Achernar di Policoro (MT) indice l'edizione VIII del Premio Letterario "Le Pieridi" articolato in cinque sezioni:
A) Poesia inedita in lingua a tema libero (max tre poesie);
B) Poesia inedita in vernacolo, a tema libero, con traduzione allegata (una sola poesia);
C) Poesia di ispirazione religiosa (una sola poesia);
D) Racconto inedito (un solo testo);
E) Corto teatrale inedito in lingua italiana (max 5 pagine,non monologo, con max 4 personaggi). Tutte le opere vanno inviate in cinque copie (di cui una sola, firmata, conterrà i dati anagrafici e la dichiarazione che l'opera è di produzione propria) alla segreteria del Premio.
Quota di partecipazione:€ 10,00 per ogni sezione, da accludere al plico in contanti o da inviare con vaglia postale, la cui fotocopia va acclusa al plico, alla coordinatrice del Premio.
Premi: attestati di merito ed oggettistica di valore.
Scadenza: 15 Maggio.2010
Premiazione: tra Luglio e Agosto.
Segreteria del Premio: c/o prof. Maria De Michele Via Siris n 183 75025 Policoro (MT) Informazioni: tel.0835.972450 - 347.313.73.27; e-mail: achernar_policoro@yahoo.it


Note. L'operato della giuria è insindacabile e il suo giudizio inappellabile; le opere inviate non saranno restituite e a fine concorso saranno distrutte, salvo quelle che faranno parte dell'Antologia del Premio. La partecipazione al Premio implica l'accettazione del presente regolamento.
Tutela dei dati personali. Ai sensi dell'art.13 del D:Lgs 106/03 si informa che i dati forniti all'atto dell'iscrizione saranno utilizzati dall'Associazione Culturale “Achernar” ai fini del Concorso, e conservati al fine d'inviare informazioni riguardanti l'Associazione, e che il titolare ha diritto di conoscere, aggiornare, cancellare, e rettificare i suoi dati od opporsi al loro utilizzo.

SIPARIO ARAGONESE


Ecco a voi gli amicissimi della Compagnia teatrale
SIPARIO ARAGONESE
Stagione 2009
UN TURCO NAPOLETANO
di Eduardo Scarpetta
prossima stagione 2010
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA
di Eduardo de Filippo