lunedì 20 settembre 2010

EUGENIO BARBA


Eugenio BARBA (Brindisi 1936)

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"a ricerca nel cielo delle idee è un modo per scrutare come in uno specchio i segreti della nostra biografia. Uso spesso metafore: l'eredità di ciascuno di noi a se stesso è irripetibile. Si può cercare di catturarne il profilo in alcune immagini che gli altri dovranno poi tradurre nei lineamenti della propria esperienza professionale e della propria vita"

Artista e intellettuale poliedrico, Eugenio Barba è un viaggiatore curioso e instancabile. Nato a Brindisi il 29 ottobre 1936, durante la guerra si trasferisce a Gallipoli dove la morte del padre riduce la famiglia in povertà. Tenta allora di seguire le orme paterne, iscrivendosi al collegio militare di Napoli. Proprio durante il soggiorno napoletano si accosta per la prima volta al teatro, ricevendone un'impressione vivissima. Spirito romantico e insofferente dei limiti, lascia l'Italia per la Norvegia, da lui vagheggiata come patria della libertà. A Oslo si impiega come garzone presso un'officina e viene promosso saldatore; ma la sua indole curiosa lo spinge a cercare stimoli diversi, nella lettura come nelle amicizie. In particolare incontra uno studente universitario di psicologia, di dieci anni maggiore di lui, che lo indurrà a iscriversi all'università e ad abbracciare le idee marxiste. Altro incontro significativo è quello con un anziano pittore, che lo avvia al gusto per la letteratura e le arti figurative.
è in questo periodo che in Barba nasce quel "sentimento del diverso, di uno straniero che scruta un altro straniero" - legato alla sua difficoltà di rapportarsi con persone diverse, che parlano una lingua differente - che lo segnerà profondamente e lo porterà all'idea di un teatro-comunità.
Nel 1956 si imbarca alla volta dell'Estremo Oriente e dell'Africa, dove "si ubriaca di musica e di immagini", seguendo mostre e spettacoli. L'anno successivo ritorna a Oslo - dove frequenta accanitamente l'ambiente universitario e quello teatrale - e ottiene una borsa di studio per studiare regia a Varsavia. Del tutto impreparato alla realtà polacca dei dopoguerra, Barba si scontra con una frattura inconciliabile tra la qualità del teatro e quella della vita quotidiana, tra l'abbondanza di stimoli creativi e la scarsità di generi di prima necessità.
Questa esperienza lo spinge a cercare il senso del teatro nella sua dimensione politica: per molto tempo viaggia scoraggiato attraverso la Polonia, finché scopre nel piccolo centro di Opole il Teatr 13 Rzedow (Teatro delle Tredici File), diretto da Jerzy Grotowski. Alcuni mesi dopo, in un bar di Cracovia, Barba avvicina Grotowski, si interessa alle sue idee politiche e resta affascinato dalla sua cultura. Grotowski, a sua volta, è colpito dai viaggi in Oriente dell'artista italiano.
Nel 1964 fonda a Oslo l’Odin Teatret che si trasferirà a Holstebro in Danimarca nel 1966... ma questa è un’altra storia.


Fra pochi giorni avrò l'onore ed il piacere di conoscerlo!!

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