martedì 18 gennaio 2011

Come un Toro in Mezzo al Petto

Come un toro in mezzo al petto


Di Andrea Asti





“L'ultima pagina che hai letto

È stata un toro in mezzo al petto

Ma stai tranquilla non è niente

È solo vita che entra dentro”

Negrita – Hemingway







Questo libro ha 129 pagine, è edito dalla 0111 Edizioni ed è in formato cartaceo, e in e-book, per chi fosse interessato, recuperabile dal sito della casa editrice:

www.0111edizioni.com

www.ilclubdeilettori.com



Tratta di un tema impegnativo, importante e scomodo: la diversità.

Per dirla con le parole dell’autore:



“Siamo diversi e spesso trattati come tali. Allontanati dalla normalità e

pugnalati da ogni sguardo; fenomeni da circo; oggetto di incuriosite

attenzioni; bersaglio di scherno da parte di giovani arroganti e falsi

portatori di verità.

Ma noi siamo qua e non è chiudendo gli occhi che ci cancellerete da

questa terra. Qualcuno cade, qualcuno muore, qualcuno si arrende; ma

siamo sempre e comunque qua, a rivendicare dignità e rispetto con una

rabbia e una voglia di vita che non potrete mai scalfire. Noi, i diversi,

lotteremo fino allo stremo per ottenere quel posto nel mondo che

dovrebbe essere nostro di diritto, ma che voi, normali, avete paura di

concederci.

Noi, i diversi, non ci sposteremo dalla vostra visuale, ma continueremo

a ferire i vostri sensi e a destabilizzare quella vostra falsa sicurezza di

una vita finta e perfetta.

Continueremo a morire, a subire umiliazioni, a piangere sangue e a

urlare in silenzio; ma noi, diversi, dalle palle non ci toglieremo mai!”



Sì, l’autore scrive in prima persona. L’autore Andrea Asti parla, pensa e vive la vita del protagonista Lorenzo Lorenzi, che altro non è che un riflesso di se stesso.

Un autore giovane, stimolante e sincero.

La storia di Lorenzo è una crudele burla. Lui è un bel giovane torinese, pieno di vita, di amici, amante del calcio, appassionato e ottimo giocatore, una importantissima pedina per la sua squadra, sfegatato tifoso della Juventus. Un ragazzo come tanti altri, che vive una vita piena e spensierata ricca di aspettative, ma senza futuro, o perlomeno con un futuro diverso, inimmaginabile, devastante. Lorenzo scopre di essere affetto da scoliosi multipla.



“Difficile stabilire quale fu l'inizio vero e proprio. Il momento da fissare

nella memoria per stabilire una data in cui iniziò il calvario.

Si può individuare un periodo, forse, ma non un giorno sul calendario

da cerchiare in rosso e far vedere agli amici dicendo ecco, da questo

giorno io non sono più stato lo stesso.

Il primo e più nitido ricordo di quel periodo è legato a una partita di

calcetto. Una delle tante che un qualunque ragazzo intorno ai vent'anni

gioca abitualmente con i suoi amici.

Ricordo che alla gamba sinistra avevo già avuto, nei giorni precedenti,

formicolii e leggere scosse che qualunque ragazzo intorno ai vent'anni

non cataloga sicuramente come un segnale preoccupante. Perché

qualunque ragazzo intorno ai vent'anni si considera giustamente, e

beatamente, indistruttibile, se non addirittura immortale.”



Immortale, certamente inattaccabile da niente e nessuno, è questo il potere della gioventù, l’invulnerabilità. Ma cos’è esattamente questa malattia?



“Dopo circa un anno arrivò la sentenza: sclerosi multipla nella forma

recidivante-remittente. La più comune, agli esordi; la meno prevedibile

negli sviluppi.

Il senso di stanchezza sempre più opprimente, la gamba che cedeva

all'improvviso quando sollecitata in modo particolare, il formicolio alla

mano sinistra, i primi problemi intestinali; ora tutto aveva una

spiegazione, un nome, una collocazione in un quadro clinico che

avrebbe continuato ad avere delle zone d'ombra, ma che poteva essere

ricondotto a una malattia ben specifica: sclerosi multipla!

Al momento della diagnosi, poco più di cinque anni fa, ero a pochi

giorni dal compimento del mio ventunesimo di vita.”



Un evento incontrollabile arriva come un ombra a distruggere tutti i sogni e le aspettative di un ragazzo e della sua famiglia.

Non voglio aggiungere altro alla trama, che vi assicuro, è davvero toccante e fa molto riflettere, ma voglio passare a parlare del libro da un punto di vista letterario.

Andrea Asti ha una scrittura giovane, davvero accattivante e per niente scontata. È sempre stimolante e piacevole. Il linguaggio diretto, schietto e spudorato danno al testo la leggerezza necessaria ad attutire la durezza del contenuto. Scritto molto bene anche sotto il profilo linguistico. L’autore armonizza in maniera magistrale le parti pensate con quelle dialogate, intreccia abilmente sentimenti cinici e autodistruttivi del protagonista con quelli positivi e affettuosi di coloro che lo amano, dipingendo un personaggio burbero, scontroso, arrabbiato ed incattivito dalla sua malattia, ma tremendamente affascinante e intrigante. Non ho potuto fare a meno di amarlo, non per la sciagura capitatagli, ma per la sua personalità, il suo macabro e difficile senso dello humor, la sua voglia di amore e di amare.

Concludo invitandovi a leggerlo, perché questo è davvero un bel libro, e scritto così bene da un giovanissimo autore, che merita davvero.



“Bentornata a Cuba, giugno placherà i tuoi nervi. C'è una barca pronta,

dietro a un'altra pagina. Sfoga la tua rabbia nella rabbia dell'oceano,

forse c'è una spiaggia dietro a un'altra pagina. Ma come può accaderti

questo? Decolli a bordo del tuo letto. Stai tranquilla non è niente è solo

vita che entra dentro, il fuoco che ti brucia il sangue, quella è l'anima.

Può anche non piacerti il mondo o forse a lui non piaci te, comunque

questa è un'altra storia questo è Hemingway. A Barcellona un uomo

svelto fruga tra i ricordi. Dietro la schiena il suolo e non capisce

perché è lì L'arena è tutta in piedi non si muove un filo d'aria. Sa di

tequila e sale e di dolore andarsene… L'ultima pagina che hai letto è

stata un toro in mezzo al petto. Ma stai tranquilla non è niente è solo

vita che entra dentro il fuoco che ti brucia il sangue, quella è l'anima.

Può anche non piacerti il mondo o forse a lui non piaci te comunque

questa è un'altra storia. Questo è Hemingway. Questo è Hemingway.”

(Negrita — Hemingway)

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