domenica 21 novembre 2010

Budapest, la coraggiosa!

Così l’ho vista. Coraggiosa! Un viaggio breve di tre giorni ma intensi, vissuti tra le strade della città e le rive insanguinate del Danubio, tra i ponti imponenti che collegano Buda a Pest e i mercati coperti, ricchi di bancarelle colme di frutta, salumi e paprika. Coraggiosa Budapest tante volte crollata sotto la forza dei conquistatori e tante volte risorta. Il coraggio però si trova negli occhi dei suoi abitanti, che cercano di uscire dalle reti del passato industriandosi in mille lavori, tutti mal retribuiti, ma ugualmente validi per nobilitare l’intero paese. Così anche le giovanissime ragazze che si esibiscono in una vetrina di un night club, ubicato di fronte al nostro albergo, per adescare clienti , svolgono un lavoro nobile o comunque con uno scopo nobile.


Di giorno, ci spiega la nostra guida, ungherese d.o.c., sono normalissime ragazze che vanno a scuola oppure svolgono altri lavori.

Qui tutti fanno mille lavori diversi, negli occhi di tutti c’è la speranza. Italiani? Gli occhi si spalancano ammirati e desiderosi della dolce vita italiana. Penso al nostro dopoguerra, al nostro dopo dittatura, io non c’ero, ma erano così gli occhi dei ragazzi all’arrivo degli americani, erano così gli occhi di mia madre.

Ecco è questo il coraggio che ho visto nella bella Budapest. Coraggio che si evidenzia ancora di più visitando la città, vedendo i resti delle varie civiltà che nel corso dei secoli sono passati di qui.

La Budapest attuale è sorta nel 1873 con l’unione di Pest, la pianeggiante e Buda, la collinosa, e così sono sorti i nove imponenti ponti che collegano le due parti della città. Buda, la parte più antica, raccoglie un vero patrimonio culturale di interesse mondiale come la fortezza del palazzo reale, la bellissima chiesa di Mattia, la collina di S. Gerardo, la cittadella. Il primo ponte costruito, il ponte delle catene, è il simbolo della città, ma molto visitato è anche il ponte Elisabeth, dedicato alla famosa Sissi di Austria, regina di Ungheria all’epoca del dominio Austriaco.

Visitare Buda, fuori dalle mura della fortezza reale, fra le stradine significa trovarsi un po’ in Turchia, l’impronta di 150 anni di dominio turco è indelebile, e il vapore che si innalza al cielo in questa cittadella ci indica le posizioni dei bagni turchi, rinomati in tutto il mondo. Seguiamo la scia del vapore e ci troviamo di fronte ad una costruzione turca, con tetto a cupola colorato e con sovrastante la tipica mezzaluna.

Ci ricorda che è qui che è sepolto l’ultimo imperatore turco Gul Baba e la sua tomba è luogo di pellegrinaggio per i musulmani.

Questa è Buda un collage di culture e storia, mentre camminiamo lasciamo la Turchia per trovarci in un tipico paesaggio italiano, la familiarità è dovuta ai resti di terme e acquedotti di antiche città romane. Gli antichi romani avevano costruito la loro città chiamata Aquincum, sulle sorgenti termali di Budapest.

Budapest è l’unica città al mondo in cui si trovano 80 sorgenti termali, tutte perfettamente funzionanti, e da provare. Anche i bagni turchi sorgono su sorgenti termali. Attualmente ci sono in tutta la città circa 50 stabilimenti termali molti dei quali affiancati a strutture alberghiere ben organizzate.

Alcune piscine termali sono delle vere e proprie opere d’arte.

Malgrado le stragi del periodo nazista, malgrado le acque del Danubio blu siano macchiate del rosso del sangue dei numerosi ebrei eliminati sulle rive del possente fiume, qui a Budapest vive la comunità ebraica più numerosa di tutta l’Europa centrale; ed ecco, proseguendo tra le strade della città, arriviamo in Israele, mi torna alla memoria un altro viaggio che ho fatto appunto in Israele, ma non ricordo di avere visto lì tante sinagoghe tutte nella stessa città. Budapest accoglie ben 22 sinagoghe tra cui si distingue quella di via Dohany utca, unica al mondo per la sua bellezza e il suo splendore, la più grande d’Europa.

E’ sbalorditivo come passeggiando tra le vie di Pest invece, ci si trovi in un posto completamente diverso, i casinò illuminati, i ristoranti pieni di colori caldi e di odori forti di paprika e stufati, i musicisti zigani che allietano le cene, negozi pieni di abiti italiani, scarpe inglesi e borse: il coraggio che si fa avanti.



Auguri Budapest!!

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